BIO

Alessia Capasso (Caserta, 1981) è una fotografa e giornalista italiana, che vive in bilico tra Bruxelles, Napoli e Lampedusa. Dopo gli studi in diritto internazionale a Roma, ha lavorato in progetti di cooperazione ed educazione allo sviluppo in Italia, Benin e Marocco. Nel 2008 ha ottenuto una borsa di studio all’Istituto Europeo di Design. Ha affinato la propria visione fotografica, confrontandosi con maestri come Abbas, Franco Fontana e Francesco Zizola. Nel 2015 è stata selezionata per la Masterclass NOOR–Nikon, guidata da Stanley Greene, Asim Rafiqui e Benedicte Kurzen, esperienza che l’ha portata a spostarsi dal fotogiornalismo alla fotografia documentaria. Dal 2021 ha ampliato il proprio percorso lavorando come corrispondente da Bruxelles, dedicando un’attenzione particolare agli affari europei e ai temi legati ad agricoltura, alimentazione e ambiente.

Dal 2011 firma lavori fotografici e articoli per riviste, associazioni e Ong, pubblicando tra gli altri per: The Guardian, Le Soir, SO Good, Internazionale e SonntagsZeitung. I suoi lavori sono stati esposti in mostre in Italia, Francia, Belgio, Germania e Polonia. Tra i suoi lavori più significativi: Lampedusa Odissey, che racconta il rapporto tra migranti e l’isola più a sud del Mediterraneo, e No More Land, inchiesta realizzata con il giornalista Lorenzo Giroffi sulla Terra dei fuochi e sull’inquinamento ambientale in Campania. Parallelamente, tra il 2013 e il 2014, ha insegnato fotografia e fotogiornalismo alla Scuola di Giornalismo della LUISS Guido Carli di Roma, trasmettendo agli studenti la propria passione per lo sguardo critico e documentario.

Nel 2020 ha vinto il Budapest International Foto Award nella sezione Ritratto editoriale, con una foto parte della serie “Europe’ Dreamers”, un progetto collaborativo incentrato sulla difficile situazione di milioni di giovani senza documenti che vivono in Europa e commissionato da The Guardian. Il progetto a lungo termine “Odissea Dorata”, che esplora la transizione del Montenegro verso l’Unione Europea ha vinto nel 2025 il Premio “Percorsi. Dal progetto al libro fotografico”, nell’ambito del Festival della Fotografia Italiana della Fiaf e il Premio Musa 2024 nella categoria Reportage. Nel 2021 è stato finalista del concorso “Happiness on the Move” al festival Cortona On The Move oltre a ricevere il premio per la migliore tesi di laurea del Dipartimento di Informazione e Comunicazione dell’Université Libre de Bruxelles.

 

ODISSEA DORATA

Cosa accade a un Paese – e a una generazione – quando rimane troppo a lungo in una sala d’attesa?

Nel 2016, mentre il Regno Unito votava per uscire dall’Unione Europea, il Montenegro celebrava dieci anni di indipendenza dalla Serbia e guardava nella direzione opposta: verso l’Europa. Ho iniziato a fotografare il Paese proprio quell’anno, attratta da questa contraddizione. Da allora sono tornata più volte, seguendo una generazione cresciuta dentro una lunga sala d’attesa geopolitica: indipendente, ma ancora alla ricerca di un’appartenenza; proiettata verso l’Europa, ma profondamente legata alla memoria jugoslava, alle tradizioni ortodosse e alla complessa storia dei rapporti con i Paesi vicini.

Cosa significa costruire la propria indipendenza mentre si attende di entrare a far parte di qualcosa di più grande? E cosa accade quando l’attesa diventa una condizione permanente?

Attraverso più di dieci anni di viaggi, incontri e ritorni, Odissea dorata esplora questa condizione di sospensione attraverso la vita quotidiana: i giovani, le comunità di confine, i rituali religiosi, le famiglie rurali, il turismo come risorsa economica e la speculazione. Il Montenegro è il luogo attraverso cui indago uno spazio fragile tra due status, dove l’identità viene continuamente negoziata: tra indipendenza e appartenenza, passato e futuro, partenza e ritorno. Le immagini non cercano di spiegare il Paese, ma di abitarne le contraddizioni e restituire una domanda: come si può aspettare senza restare fermi?

Alessia Capasso

 

ZONE DI TRANSITO

Dal 2016 Alessia Capasso è tornata in Montenegro più volte, seguendo le trasformazioni di un paese difficile da ricondurre a un’immagine univoca. Odissea dorata nasce da questo lungo attraversamento e raccoglie immagini realizzate nel corso degli anni tra luoghi, situazioni e tempi diversi. Tra reportage e diario di viaggio, la fotografa mappa un paese sospeso tra tre temporalità: l’eredità socialista, le radici ortodosse, le promesse europee.

Il suo sguardo, né nostalgico né celebrativo, indugia su momenti ordinari in cui l’ironia emerge quasi involontariamente, rivelando le incertezze di una modernizzazione incompiuta.

Il progetto prende forma a partire da dettagli in apparenza marginali: una piscina circondata dalle gru in un resort di lusso, le tovaglie a quadretti di un bar di Podgorica, una gara di barbe in un centro commerciale. Capasso alterna scene affollate e momenti più raccolti, osservando abiti e coreografie incerte, ma anche sguardi assorti e piccole azioni quotidiane. Sono immagini in cui la composizione mantiene un ordine preciso, mentre ciò che accade davanti all’obiettivo conserva qualcosa di spontaneo e imprevedibile.

Anche il modo di fotografare contribuisce a questa tensione. Colori vividi e inquadrature calibrate costruiscono un paesaggio fatto di contrasti, in cui spazi disarticolati – parcheggi, docce pubbliche, gli interni di un treno – possono risultare più eloquenti delle architetture ufficiali. L’ironia sta nella distanza tra aspirazioni e realtà, da un dettaglio che scompagina la scena. Senza diventare didascaliche, le fotografie di Capasso portano con sé una domanda su come si abita un luogo in trasformazione. E, insieme, su cosa significhi vivere il presente quando il futuro tarda ad arrivare e il passato non è ancora memoria.

In questo equilibrio tra documento e annotazione, tra rigore formale e apparente casualità, Odissea dorata supera i confini del reportage. Le abitudini e le piccole incongruenze aprono così a una riflessione più ampia sulle geografie dell’attesa. Sulla paura e il desiderio di cambiare.

Diego Ferrante

inaugurazione
lunedì 26 Ottobre 2026 ore 21:15

dal 26 Ottobre al 3 Dicembre 2026
Apertura ogni Lunedì e Giovedì dalle 21 alle 23
CENTRO CULTURALE OPERA
Via M Montessori. 39 _ San Felice sul Panaro (MO)